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Franco Fortini, un intellettuale poliedrico

Il 10 settembre 1917, nasceva a Firenze Franco Fortini, scrittore, poeta e traduttore (tra gli altri tradusse Proust, Éluard, Brecht e Goethe).

Difficile definire Franco Fortini, nato con il cognome ebraico Lattes e costretto ad assumere quello materno in seguito alle leggi razziali dell’Italia fascista. Difficile definirlo non solo per le molteplici figure che ha incarnato nella sua carriera (copywriter, consulente editoriale, giornalista, poeta, traduttore, critico letterario, professore universitario…); per l’eterogenea origine religiosa e per le sue successive scelte confessionali (di padre ebreo e madre cattolica, si fece battezzare valdese nel 1939); per l’adesione all’ideologia marxista e insieme la forte critica verso il conformismo di sinistra; per la sua non appartenenza ad una precisa corrente letteraria nonostante il giovanile avvicinamento alla poetica dell’ermetismo. Fortini è stato spesso definito un intellettuale “scomodo” perché non compiacente verso mediazioni di tipo politico, accademico o sindacale ma neppure ad esse completamente esterno, quasi a rivendicare la posizione “di frontiera” degli intellettuali e il loro diritto a dialogare direttamente con quelle generazioni che fanno politica e che lavorano nella società. (Maria Agostinelli).

Rai Letteratura ha ricordato Franco Fortini con questo Speciale del 2017, in occasione dei cento anni dalla nascita, che raccoglie un suo intervento sulla poesia, un'intervista a proposito di Fortini al critico letterario Velio Abati e la testimonianza di Franco Loi cui fu legato da profonda amicizia.

Buona visione.