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Grazia Deledda a Roma

Il nome di Grazia Deledda è da sempre associato al suo luogo natale, la Sardegna, e in particolare alla città di Nuoro. Ma è a Roma che la scrittrice si trasferì nel 1900 ed è nella capitale che visse il resto della sua vita e scrisse le sue opere maggiori da Elias Portolu del 1903 a Canne al vento del 1913 e La madre del 1920, dalle novelle al teatro. La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ha inaugurato il 15 dicembre 2016 un nuovo spazio permanente dedicato alla figura e all’opera di Grazia Deledda. Il percorso espositivo Sotto il cedro del Libano. Grazia Deledda a Roma, organizzato anche grazie a una significativa donazione degli eredi Morelli, si compone di libri, fotografie, dattiloscritti e oggetti che testimoniano la presenza a Roma di Grazia Deledda e della sua famiglia, i loro interessi culturali e letterari e le vicende del conferimento del premio Nobel. 

Deledda a Roma frequenta il mondo culturale romano di primo Novecento: gli artisti esordienti Angelo De Gubernatis, Giovanni Cena e l’ambiente della rivista «Nuova Antologia», dove escono a puntate molti dei suoi romanzi. Stringe rapporti con Sibilla Aleramo, Marino Moretti, Federigo Tozzi. A Roma muore ottanta anni fa. L’Accademia svedese le assegna il premio Nobel per la Letteratura dell’anno 1926 “per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale, e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano”. Secondo autore premiato dopo Carducci, Deledda è l’unica italiana ad aver ricevuto l’ambito riconoscimento. Ma proprio da Stoccolma scriverà a Nicolina il 9 dicembre 1927: «Il mondo è bello e vario come diceva Bertoldo, ma ancora un posticino dei più belli è tra via di Porto Maurizio e via Trapani».

Sull’opera di Grazia Deledda e su questo nuovo spazio espositivo abbiamo intervistato Rossana Dedola, di cui è appena uscito il volume Grazia Deledda. I luoghi, gli amori, le opere (Avagliano Editore); Marcello Fois, autore per Einaudi di un testo teatrale, Quasi Grazia, che mette in scena la scrittrice in tre momenti importanti della sua vita; Andrea De Pasquale, direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma; Eleonora Cardinale che ha allestito lo spazio.

Questa iniziativa s’inserisce a pieno titolo nel più ampio progetto di valorizzazione delle collezioni novecentesche della BNCR Spazi900, primo museo italiano della letteratura italiana contemporanea dove sono esposti i documenti originali di alcuni tra i più significativi scrittori del secolo scorso.